Blog · Casi studio · 24 Settembre 2026 · Scritto da Francesco Cinori

Agenti AI che sprecano token: il caso studio di Alessio dopo 3 consulenze

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Perché i tuoi agenti AI bruciano token anche sulle task più piccole?

Quando è successo ad Alessio, il problema stava nell'architettura del suo second brain, cioè nel modo in cui erano messe le cartelle da cui i suoi agenti prendevano il contesto.

L'ho visto succedere ad Alessio, performance marketer che sto affiancando nel percorso 1:1. Ogni task che dava a Claude, anche la più piccola, bruciava tantissimi token, e l'output spesso non era quello che voleva senza che riuscisse a capire il motivo.

Dopo le prime tre consulenze del suo percorso quella parte è cambiata. Qui sotto racconto cosa abbiamo lavorato sulla sua architettura, e cosa cambia quando un agente prende il contesto nel posto giusto. Puoi vedere anche la recensione intera in video.

Chi è Alessio e qual era il problema prima dell'affiancamento?

Alessio fa performance marketing, advertising, acquisizione, anche sul lato ecommerce.

Prima dell'affiancamento aveva già un'orchestrazione di agenti che gli creava dei task in autonomia, ma ogni passaggio con Claude gli costava molto più del dovuto, e il risultato quasi mai era quello che si aspettava, senza che riuscisse a capire il perché.

Non partiva da zero. Aveva impiegato circa un anno per capire come si fanno gli agenti, guardando anche diversi video e contenuti sul second brain, ma non aveva risolto la sua situazione. L'ha risolta con l'affiancamento, perché per lui è stato pratico, lavorato a quattro mani invece che studiato in teoria.

Cosa abbiamo lavorato sui suoi agenti AI nelle prime 3 consulenze?

Questo lo possiamo dire dopo sole tre consulenze, non abbiamo ancora fatto il percorso completo.

Il lavoro principale è stato sulla parte di architettura, per far prendere ai suoi agenti il giusto contesto ed evitare di sprecare token, e su come non inquinarla più in futuro. Lavorando dentro l'app di Claude non vedeva l'architettura nel suo insieme, e il contesto gli si accumulava anche in chat sbagliate, perché gli mancavano alcune basi su come lavorare e da dove partire.

Abbiamo lavorato anche sulla selezione del modello, e su quanto farlo ragionare, l'effort che gli dai, in base alla task. Il passo successivo, ancora in corso, è ottimizzare gli agenti nello specifico, da dove prendono il contesto a come si muovono.

Come si costruisce un'architettura del genere l'ho scritto in second brain con l'AI per liberi professionisti, che mostro mentre lavoro in un esempio pratico.

Il mio second brain in vista a grafo su Obsidian, ogni pallino è una nota e ogni linea un collegamento Il mio second brain in vista a grafo. È lo stesso principio su cui ho lavorato con Alessio sulla sua architettura, non lo stesso vault.

Come lavoravano i suoi agenti AI prima, e come lavorano adesso?

Prima sprecava token anche sulle task minime, adesso no, ed è cambiato anche il resto del lavoro con Claude.

PrimaDopo
Token e velocitàBruciava tantissimi token anche su una task minimaNon spreca più token inutili nemmeno sulle task minime, ed è più veloce nelle risposte
OutputSpesso non era quello che voleva, senza capire il motivoGli output sono decisamente migliorati
ContestoSi accumulava anche in chat sbagliate, senza una visione dell'architetturaCartelle, agenti e skill sono organizzati bene, e il contesto arriva dove serve
Lavoro operativoLo faceva quasi tutto lui, da soloUna parte la delega a un suo agente, e fa solo il controllo finale sull'output
Farlo da soli o farsi affiancareUn anno di lavoro in autonomia, più video e contenuti sul second brain, senza risolvere il problemaLe stesse modifiche, fatte a quattro mani sul suo caso reale, risolte in tre consulenze

Cosa gli è piaciuto di più del percorso?

La praticità, dice lui stesso, cioè il fatto di essere seguito passo passo a ogni modifica fatta al suo second brain.

Alessio racconta che gli ho spiegato le cose con esempi pratici su di lui e sul suo business, non in astratto. Gli bastava dirmi qual era il problema, e lo risolvevamo insieme nella pratica, mettendo le mani in pasta a ogni call. Per lui è stata proprio questa la differenza che ha permesso di risolvere tutto in così poche consulenze.

Un vocale su WhatsApp di Alessio dopo una delle nostre call Un vocale su WhatsApp di Alessio dopo una delle nostre call, mentre mi racconta come sta andando.

Cosa è cambiato nel suo lavoro quotidiano?

Lavora decisamente meno a livello operativo, e ha più tempo per ragionare sulle strategie dei suoi clienti.

Il motivo è che l'output di un suo agente esce ormai fatto bene. Il tempo che prima passava a rifare da capo un lavoro uscito storto adesso lo passa solo a controllarlo, e questo gli ha liberato tempo anche per dedicarsi a migliorare la sua attività e la sua acquisizione clienti.

Consiglierebbe il percorso, e dice che sarà il primo a rinnovarlo. Ho scritto per esteso cosa succede quando questo tempo torna, su tanti processi diversi, in una masterclass su come recuperarlo con l'AI.

Quali sono i prossimi passi?

Il lavoro adesso si allarga dall'architettura generale a due fronti, ottimizzare i singoli agenti e usare lo stesso contesto anche sulla parte strategica.

Le stesse cartelle che gli ho sistemato per fargli risparmiare token possono dare più contesto ai suoi agenti anche sul fronte dei contenuti, per generare idee e lavorare sul personal brand e sull'acquisizione. L'obiettivo è evitare quello che gli succedeva all'inizio, quando chiedeva un output all'AI e questa si scordava il logo o il tono di voce per mancanza di questa connessione.

Il file di istruzioni del mio progetto Comunicazione aperto in VS Code Il file di istruzioni del mio progetto Comunicazione, il contesto che i miei agenti leggono prima di scrivere un contenuto.

Come funziona nel dettaglio un percorso di affiancamento su questi temi l'ho scritto in affiancamento marketing con l'AI, come funziona.

Domande frequenti

Perché un agente AI brucia tanti token anche su una task piccola? Nel caso di Alessio il problema era l'architettura da cui i suoi agenti prendevano il contesto, cioè il modo in cui aveva organizzato cartelle e informazioni. Gli bastava una task minima per bruciare tantissimi token con Claude, senza capire perché. Sistemata l'architettura, i suoi agenti hanno smesso di sprecarli anche sulle task minime.

Cos'è il second brain da cui un agente AI prende il contesto? È il modo in cui sono organizzate le cartelle e le informazioni a disposizione dei tuoi agenti. Quando questa architettura è disordinata, il contesto si accumula anche nelle chat sbagliate e l'agente lavora senza una vera direzione. Con Alessio, una volta sistemata, i suoi agenti hanno smesso di sprecare token anche sulle task minime.

Quanto tempo serve per creare agenti AI che funzionano bene? Ad Alessio è servito circa un anno di lavoro in autonomia, guardando anche video e contenuti sul second brain, senza risolvere il problema. Lo ha risolto nelle prime tre consulenze del suo affiancamento, lavorando a quattro mani sulla sua architettura invece che da solo con altri contenuti teorici.

Cosa fa un consulente AI in un percorso di affiancamento? Nel caso di Alessio, il lavoro nelle prime tre consulenze è stato sulla parte di architettura, per dare ai suoi agenti il contesto giusto ed evitare di sprecare token, più la selezione del modello e di quanto farlo ragionare in base alla task. Il passo successivo, ancora in corso, è lavorare sui singoli agenti, oltre alla base comune dell'architettura.

Un performance marketer può delegare il lavoro operativo a un agente AI? Alessio, che si occupa di performance marketing e acquisizione, dice di lavorare decisamente meno a livello operativo da quando la sua architettura funziona. Non deve più rifare da zero un output uscito storto, gli basta controllarlo. Il tempo liberato lo usa per la strategia dei suoi clienti e per la propria acquisizione.

Da dove partire

Se sei arrivato fin qui, il riassunto onesto è questo. Gli agenti di Alessio bruciavano token e restituivano output storti per come erano messe le cartelle da cui prendevano il contesto, e sistemata l'architettura è cambiato anche il suo lavoro.

Il primo passo è uno solo e non costa niente. Apri la cartella o il vault da cui il tuo agente prende il contesto oggi, e guarda se le informazioni sono dove dovrebbero essere, oppure sparse fra chat diverse. Se è la seconda, è da lì che conviene partire.

Da lì ci sono due strade.

Se vuoi ragionare su questi temi con calma, c'è la mia newsletter 24 Direzioni, dove condivido il mio percorso e quello che mi ha permesso di crescere come professionista, e di tanto in tanto le novità.

Se invece vuoi mettere a posto la tua architettura con me accanto, sul tuo caso reale, guarda l'affiancamento 1:1. Si lavora uno a uno, e i sistemi che costruiamo restano tuoi.

Un saluto e a presto, Fra

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